L'Incantesimo
1943 (NBC Studio di New York) Libretto di Sem Benelli
L'incantesimo è una breve opera in un atto del compositore italiano Italo Montemezzi. Il suo libretto è stato scritto dal drammaturgo Sem Benelli che aveva già collaborato con il compositore alla sua opera più famosa, L'amore dei tre re. Benelli terminò il testo nel 1933 e Montemezzi iniziò a lavorare sulla partitura, ma lo spiacevole rapporto del compositore con il governo di Mussolini rese l'Italia poco favorevole al lavoro creativo.
Montemezzi riprese a lavorare a L'incantesimo durante l'estate del 1943 a Beverly Hills, sua casa durante un soggiorno di 10 anni negli Stati Uniti. Al termine della partitura, la offrì alla NBC Symphony, professando ammirazione per la loro orchestra. L'incantesimo ricevette la sua prima trasmissione il 9 ottobre 1943 a New York City. Il compositore diresse la NBC Symphony Orchestra.
La prima teatrale dell'opera ebbe luogo il 9 agosto 1952 all’ Arena di Verona, in Italia, solo pochi mesi dopo la morte di Montemezzi. L'anno successivo, L'incantesimo è stato eseguito per la radio italiana e trasmesso nel 1954. Il 13 novembre 2007 il Teatro Grattacielo, un gruppo di New York dedito a far rivivere partiture di verismo trascurate, ha eseguito L'incantesimo in un concerto all'Avery Fisher Hall di Manhattan.
Trama
Folco, il signore del castello, attende l’arrivo dell’amico Rinaldo, il precedente spasimante della moglie Iselda. Nella notte si scatena una tempesta di neve e Folco teme che l’amico non arrivi. Egli ha convocato anche un mago perché durante una partita di caccia a un lupo in pieno inverno, Folco ha visto una cerva bianca dai tratti della sua sposa, Giselda, e vuole chiedere all’indovino il significato. Il mago Salomone gli rivela che se il suo amore per Giselda vuole che sopravviva dovrà ritrovare la cerva da lui ferita e portarla al castello.
Nella donna intanto rinascono i sentimenti per il suo amante precedente, il cognato appunto, il mistero che lei ha finora nascosto. A Rinaldo chiede se il suo amore è così forte da tramutare il gelido giardino invernale in un giardìno fiorito a dimostrazione che l’amore può ogni incantesimo. «Se l’ami vedrai la primavera» canta fuori scena il mago. Torna Folco: non ha trovato la cerbiatta nella foresta ma ne vede il corpo morto nel posto dove stava sua moglie. Il paesaggio si trasforma in un giardino fiorito e Giselda canta estatica l’amore per Rinaldo.
Neve, neve! Oh non potrà venire
Ed io nell’ansia come passerò la notte,
Perchè l’hai tu chiamato…
Colui che ti voleva sposare che voleva gareggiare con me.