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L'amore dei tre re

1913 (Milano Teatro alla Scala) Libretto di Sem Benelli
L’amore dei tre re. Nel 1949 Opera News ha dedicato un’edizione speciale al capolavoro di Italo Montemezzi del 1913, L'Amore dei Tre Re. Tra diversi articoli di apprezzamento quello di Jane Phillips, si concludeva con il verdetto: L'Amore dei Tre Re è una tragedia intensa, degna di qualunque palcoscenico del mondo, e come tale viene considerata uno dei melodrammi più interessanti. E’ una grande opera, non solo per la musica, ma per la drammaturgia e la poesia. Ogni scena trasmette in modo vibrante emozioni e sottili sottolineature psicologiche.

Trama

Siamo nel X secolo in un castello italiano, dove la giovane Fiora vive un drammatico conflitto. Promessa sposa di Avito, un giovane principe, si trova costretta a sposare Manfredo, figlio del barone Archibaldo, un invasore barbaro. Manfredo è lontano per guerra, e Fiora, triste e preoccupata, si incontra segretamente con Avito, il suo vero amore. Quando Manfredo torna, chiede a Fiora di salutarlo mentre se ne va. Fiora, emozionata, si rende conto di provare anche affetto per lui, ma quando Avito appare, i due non riescono a resistere alla loro passione. Archibaldo, cieco ma astuto, sospetta qualcosa e, quando scopre la verità, afferra Fiora in preda alla rabbia, la strangola. Manfredo torna solo per trovare il corpo senza vita di Fiora e resta sconvolto. A questo punto, Archibaldo rivela che Fiora è morta per colpa sua, e il dolore di Manfredo è insopportabile. La situazione si aggrava: Avito torna e, baciando Fiora, scopre che il suo amore è avvelenato da Archibaldo. In un momento di tristezza infinita, anche Manfredo decide di unirsi a Fiora nella morte.